Appunti dal Gospel di domenica 29 luglio 2018

Hur (o Cur, in altre traduzioni) è stato un uomo speciale, anche se appare nella Bibbia pochissime volte. Sappiamo che era il nonno di Betsaleel, uno dei due uomini “abili” che Dio aveva riempito di sapienza e intelligenza per fare i lavoro per il servizio del santuario (Es 36:1).

All’epoca era molto frequente che i figli facessero i lavori dei padri. Possiamo presupporre che anche Hur, quindi, fosse un artigiano come il nipote.

Ma quello che rendeva Hur speciale non era tanto la sua abilità nel lavoro, quanto la sua attitudine nel servire e sostenere i leader che Dio aveva messo davanti a lui. Come vediamo nel passo sotto, Hur era insieme ad Aaronne nel giorno della battaglia contro Amalek per sostenere le braccia di Mosè, il loro leader.

Esodo 17:8-12 Allora venne Amalek a combattere contro Israele a Refidim. 9 E Mosè disse a Giosuè: «Scegli per noi degli uomini ed esci a combattere contro Amalek; domani io starò sulla vetta del colle col bastone di DIO in mano». 10 Giosuè fece come Mosè gli aveva detto e combattè contro Amalek, mentre Mosè, Aaronne e Hur salirono sulla vetta del colle.  11 Or avvenne che, quando Mosè alzava la sua mano, Israele vinceva; quando invece abbassava la sua mano, vinceva Amalek. 12 Ma le mani di Mosè si erano fatte pesanti, così essi presero una pietra e gliela posero sotto, ed egli vi sedette sopra mentre Aaronne e Hur sostenevano le sue mani, l’uno da una parte, l’altro dall’altra; così le sue mani rimasero ferme fino al tramonto del sole.

Questo è un tempo dove Dio sta innalzando persone come Hur. Persone che sono attive nel mondo secolare, e lavorano con eccellenza, ma sono pronte e disponibili a sostenere il leader che Dio ha messo nella loro vita, permettendo così di esercitare la sua autorità.

La generazione di Hur è fatta da gente “normale”. Da chiunque voglia servire Dio. E’ una generazione non egoista, che segue il proprio leader ed è sensibile. E’ grata per il sacrificio dei genitori (umani o spirituali) e sa onorarli. E’ una generazione disponibile che sa dire: “Conta su di me!”.  Come dice il Salmo 110:1-3, il popolo di Dio si offre volenteroso. Spontaneamente.

Ed è una generazione integra. Nonostante Hur fosse stato indicato da Mosè come uno dei due referenti durante la sua assenza (Es 24:14), non lo troviamo più nell’episodio del Vitello d’Oro (Es 32). Si può presupporre che Hur non fosse d’accordo con quell’azione, che rimase quindi appannaggio solo di Aaronne.

Abbiamo bisogno di una generazione di Hur! Una generazione di persone “normali”, integre, che eccellono nel proprio lavoro e sono disponibili al servizio per Dio. Una generazione che corre con i propri leader e li onora e li sostiene, senza voler apparire e che per questo riceveranno ricompensa da Dio. Perché alla fine ricordate che: sono le persone che non cercano i titoli, che avranno i titoli!

Alex

 

*l’articolo è frutto di appunti liberamente presi da Alex, del team writerS, al solo scopo di dare una idea di quanto detto durante il Gospel. In ogni caso questo testo non riporta letteralmente le parole dette dallo speaker e, quindi, non posso essere usate come citazioni dirette. 

2018-07-31T14:14:55+02:00